VADO A PORTO SANTA MARGHERITA

Nel portabagagli  ho messo la borsa con le scarpe “ da camminare”, le chiavi di casa,  “quello che nel frigo non si mantiene” e si parte:  l’auto va da sola, le dico soltanto : ” Andiamo al mare”.
Sono 34 anni che non manco un colpo. Ci sono stati anni con frequenza più o meno assidua ma non si riesce a staccarsi dalla buona vecchia abitudine.
Chiedersi perché è inutile, negli anni ogni volta si scopre che li hanno aperto un bar o un chiosco in spiaggia, o, per essere equanimi, ha chiuso un negozio;  ci sono però sempre vecchie o nuove cose da fare ma ci si sente a casa.
Ecco,  questo è il vero motivo. E’ un posto pigro, un po’ abitudinario ma se si vuole camminare, andare in bici, leggersi il giornale da cima a fondo, finalmente senza affanno, non c’è di meglio.
A essere onesti sono pochini i motivi di svago e divertimento : un po’ sadicamente lascio la confusione ad altri posti vicini, mi godo la diga e le barche e se voglio gente e più vita la trovo nel giro di 20 km fino a  stancarmi.
E’ il posto dove ho visto una Chiesa nascere e essere sempre più bella e punto di riferimento.
Nel laghetto di Altanea sono nati 7 pulcini di una coppia di cigni. Salutarli e vederli crescere è una meraviglia ma anche alzare gli occhi e vedere le montagne nello sfondo.
Ho ritrovato anche i vecchi amici. Ci siamo sfidati : quest’anno ce la facciamo ad arrivare al porto di Eraclea? E certo! Ci arriveremo e saremo un po’ più stanchi ma come sempre contenti.
E’ la mia casa, la mia dimensione.

Antonia Rambelli
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